Le Cascate delle Marmore

A cura di: Roberta D'Amore

Cascate delle Marmore: Il salto

La cascata delle Marmore è una delle cascate artificiali più alte d'Europa. Essa si trova a poca distanza da Terni, in Umbria, e quasi alla fine della Valnerina, una lunga valle scavata dal fiume Nera. La cascata delle Marmore è formata dal fiume Velino, che in prossimità della frazione Marmore, defluisce dal lago di Piediluco e va a terminare nella sottostante gola del Nera.

La storia delle cascate delle Marmore incomincia nel 271 a. C. quando il console Manlio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale , il Cavo Curiano, per far defluire le acque del fiume Velino, che scorrendo a valle, veniva intralciato da massi calcarei e dall'assenza di un piano dove scorrere; tale configurazione geologica aveva portato nel tempo alla formazione di una palude stagnate, nociva per il luogo; proprio per questo problema il console fece realizzare questo canale da dove l'acqua arriva direttamente nel fiume Nera, affluente del Tevere.

Il canale ottenne l'obiettivo propostosi da Curio Dentato ma risultò insufficiente per contenere le acque del fiume Velino durante i periodi di piena. I reatini, abitanti di Rieti, proposero un ampliamento del canale per evitare lo straripamento del fiume, un'opera a cui si opposero i ternani, abitanti della città di Terni, che temevano per il loro territorio. Questo fu motivo, per tutta l'età classica, a lunghi contenziosi tra le due città.

Nel 1417 fu realizzato un altro canale, denominato Reatino, che, nonostante i successivi rimaneggiamenti effettuati sotto il pontificato di Gregorio XIII(1572-1585), non riuscì a funzionare mai bene.

Nel 1545 Paolo III diede mandato ad Antonio Sangallo il Giovane di costruire un altro canale detto Paolino, ma nemmeno questo riuscì ad evitare l'impaludamento del Velino. Per questo motivo si pensò di ampliare il Cavo Curiano e di costruire un ponte regolatore, una specie di valvola che avrebbe dovuto permettere il deflusso delle acque in modo regolare. Quest'opera venne svolta da Giovanni Fontana di Meli, incarico che gli venne dato dal papa Clemente VIII, il nuovo canale prese il nome di Clementino. Nei due secoli successivi l'opera diede molti problemi alla piana sottostante, ostacolando il deflusso del fiume Nera e provocando l'allagamento delle campagne intorno. Sotto il pontificato di PioVI, nel 1787, il ternano Andrea Vici operò direttamente sui balzi della cascata. Questo intervento diede alla Cascata il suo aspetto definitivo, quello che ancora oggi si può ammirare.

Nel XIX secolo l'acqua delle cascate fu utilizzata per le Acciaierie di Terni che alimentavano i loro meccanismi. Oggi la cascata è utilizzata intensamente per la produzione di energia idroelettrica nella centrale di Galletto. Per questo motivo la cascata vera e propria non è sempre funzionante ma si riduce ad un semplice torrente. La centrale fu costruita nel 1929 e per regolare il suo funzionamento la cascata viene fatta funzionare alla massima portata, assicurando un'immagine spettacolare e grandiosa : un segnale acustico avvisa che vengono aperte le paratoie di regolazione e il piccolo torrente si trasforma in un attimo in un fiume rumoroso che precipita. L'orario di rilascio dell'acqua nella cascata delle Marmore varia a seconda del periodo, per visitarle bisogna pagare un biglietto d'ingresso che dà diritto all'assistenza e alla guida turistica ed escursionistica per gruppi di 25-50 persone, che devono essere richiesti al momento dell'ingresso; alla fruizione dei parcheggi a servizio dell'area; all'accesso ai sentieri naturalistici; alle informazioni presso l'ufficio di informazione turistica; ad accedere al Belvedere Superiore ed Inferiore.

Cascate delle Marmore

La cascata iniziò ad essere un luogo turistico nel settecento e nell'ottocento grazie alla localizzazione di Terni lungo il percorso del Grand Tour, ossia del viaggio che nobili ed intellettuali compivano attraverso l'Europa, partendo da Parigi e la Svizzera per giungere sino in Italia dove completare la loro formazione culturale ed approfondire gli studi. La Cascata divenne un luogo d'obbligo da vedere, il suo arcobaleno venne considerato, come Pompei e il Vesuvio, una meraviglia italiana.

La fortuna della Cascata fu data ancora di più dai versi ad essa dedicati da Gorge Bayron nel IV canto de Il pellegrinaggio del giovane Aroldo dove si parla di “orrida bellezza”, concetto del pittore napoletano Salvator Rosa riferito alla Cascata, definendo la caduta dell'acqua “impareggiabil cataratta orribilmente bella”.

All'interno dell'area turistico-escursionistica della Cascata delle Marmore è possibile percorrere dei sentieri, tracciati e segnalati, però prima di vedere i quattro sentieri interni è importante segnalarvi delle norme e dei comportamenti di sicurezza per poter affrontare un sentiero.

In primo luogo è importante leggere con attenzione e rispettare la segnaletica apposta nell'area ed indicante le norme comportamentali e di sicurezza. In particolare:

1)il suono della sirena avverte del rilascio dell'acqua nella Cascata, che avviene ad orari prestabiliti,

2)i percorsi nei sentieri naturali possono presentare tratti sconnessi, a volte sdrucciolevoli e fangosi in caso di pioggia, è vietato oltrepassare le aree delimitate; è vietato accedere alle grotte naturali; non accalcarsi sulle passerelle di legno;

3)vietato gettare rifiuti in terra;

4)vietato danneggiare essenze arboree, arbusti, fiori, impianti;

5)vietato fumare nelle zone boscate;

6)infine, si consigliano calzature ed abbigliamento adeguato per camminare.

Iniziando dal primo sentiero, che ha una difficoltà media e il tempo di percorrenza previsto è di 40 minuti circa in salita e 25 minuti in discesa con un dislivello di 150 metri circa, è l'itinerario “storico” della Cascata, collega il Belvedere Inferiore con il Belvedere Superiore, cioè alla Specola fatta erigere nel 1781 da Papa Pio VI. Lungo il tragitto è possibile vedere delle grotte naturali scavate nel travertino, come il tunnel che porta al Balcone degli Innamorati, dove vi consigliamo vivamente di indossare un impermeabile per non bagnarvi. Il percorso passa anche attraverso il Giardino Botanico dove è possibile vedere le principali specie della flora spontanea, come la Lingua Cervina, una felce sempreverde con delle lunghe fronde intere verde-lucente.

Cascate delle marmore: vista dal basso

Il secondo sentiero che è possibile fare all'interno delle Cascate è più semplice del precedente, infatti ha una difficoltà facile ed un tempo di percorrenza di circa 20 minuti con un dislivello di 40 metri circa, quindi tutti,o quasi, possono farlo. Questo secondo itinerario è quello che permette ai visitatori di arrivare sino al cuore della Cascata.

Il terzo sentiero è quello più facile con un tempo di percorrenza di circa 20 minuti ed un dislivello di 15 metri ed offre scorci sulle rapide e sulle cascate più piccole fino a lambire le acque.

L'ultimo sentiero che è possibile fare all'interno delle Cascate ha una difficoltà media ed un tempo di percorrenza di 20 minuti in salita ed un dislivello di 90 metri circa. L'itinerario, tramite un percorso dotato di scalini, consente di accedere a due punti panoramici che sono disposti a diverse altezze.

Vi auguriamo una buona passeggiata!