Il Parco dell’Etna

A cura di: Roberta D'Amore

La Sicilia, terra unica ed irripetibile, offre tante possibilità di passeggiate nel verde e nella natura, una di queste è il Parco dell’Etna, una passeggiata particolarmente stancante, ma che vi lascerà nell’animo delle sensazioni e delle emozioni inimmaginabili.

Il Parco è stato creato nel 1987 con la finalità di tutelare il patrimonio boschivo e la conservazione e lo sviluppo delle specie floreali e faunistiche specifiche del luogo e di regolamentare e coordinare lo sviluppo delle attività turistiche che possono dare una maggiore fruibilità e benessere alla zona ed ai cittadini insediati lì vicino.

I comuni che si collegano al Parco, almeno con una parte del loro territorio, sono venti: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione della Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piemonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea; undici di essi arrivano sino al cratere centrale.

Il Parco dell’Etna permette a tutti quelli che vogliono di poter fare dei bellissimi itinerari alla portat di tutti. Uno di essi è quello localizzato nel versante settentrionale dell’Etna, nel paese di Randazzo, e la passeggiata prende il nome da una grotta in cui scorre lava, detta Burò, dove i possono vedere numerosi nidi di pipistrelli. Il percorso, di circa 2 km, è facile con poco dislivello, lungo il quale si incontrano terrazzamenti, muretti,ecc.

All’interno del Parco è possibile trovare anche degli itinerari per disabili, come quello detto Gurrida, localizzato lungo il versante nord-ovest dell’Etna. Questa zona è un ambiente particolare per la particolare morfologia della lava e rappresenta lo spartiacque fisico tra il torrente della Saracena e il fiume Alcantara, dove sono famosissime le c.d Grotte d’Alcantara. Il percorso prende il nome dal lago stagionale di contrada Gurrida, il lago non è presente tutto l’anno, in quanto durante il periodo estivo si dissecca. È un ottimo luogo anche per lo svernamento degli uccelli migratori, che sostano qui prima di affrontare il lungo viaggio verso l’Africa.

In estate e in primavera la zona si riempi di animali:anatre, folaghe, aironi cenerini, aironi rossi, pavoncelle, combattenti, piovanelli. Proprio per questo motivo all’inizio del percorso si possono vedere due capanni, creati e attrezzati per poter ammirare e fotografare la fauna e la flora presente nel parco.

All’interno del Parco vi sono molte specie vegetali, ovviamente sulla zona più alta dell’Etna non ve ne è alcuna a causa delle lave che non permettono la fioritura. Scendendo un po’ più giù, verso i 2400 metri si incontrano la saponaria e qualche muschio e lichene; scendendo ancora più giù, invece, si possono ammirare il pino, il faggio, il castagno e l’ulivo. Lungo la zona collinare del grande vulcano, si incontrano i vigneti di Nerello, da cui ha vita il vino DOC della zona. Per quanto riguarda la fauna dell’Etna in passato si riteneva che i crateri del vulcano ospitassero daini, lupi, cinghiali, caprioli; ma l’apertura di strade moderne ha portato all’estinzione di queste specie animali sull’Etna, dove oggi si possono incontrare l’istrice, la volpe,la donnola, il riccio, il ghiro e tanti e tanti pipistrelli, incontrare questi animali non è difficile, basta che sul grande vulcano scenda la notte.

Ma l’Etna offre ai turisti più accaniti la possibilità di attraversare molti punti d’interesse, come i crateri sommatali, che sono costituiti dal cratere centrale, il cratere nord-est e il cratere sud- est, altro luogo d’interesse è la valle del Bove, un grande catino che si trova sul versante est del vulcano; bellissimo è anche il Monastero di San Nicola, un’ex abbazia benedettina-cassinese, primo insediamento dei monaci benedettini nella zona dell’Etna e che oggi è stata adibita a sede definitiva dell’Ente Parco.