Viaggio alla scoperta dei laghi Piemontesi: I laghi di Avigliana

A cura di: Roberta D'Amore

Il viaggio, proposto da Trova Natura, alla scoperta dei laghi piemontesi incomincia da due piccoli specchi d’acqua situati a pochi chilometri da Torino e adagiati tra verdeggianti colline: i laghi di Avigliana.

Da Torino ci si arriva attraverso l’autostrada della Val di Susa verso il Traforo del Frèjeus oppure mediante la statale 25, che attraversando Rivoli, segue il corso della Dora Riparia.

Avigliana è una cittadina del torinese ricca di storia, le cui origine si perdono nella notte dei tempi, che si estende in parte su un colle a dominio di un’ampia conca morenica dove si trovano i suoi due laghi, il lago Grande e il lago Piccolo, che fanno entrambi parte del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana.

Il Parco nasce nel 1980 ed ha consentito di sanare una situazione che stava per divenire drammatica dal punto di vista ecologico, infatti a vederli oggi i due laghi presentano un aspetto idilliaco che non lascia pensare che solo poco tempo fa la flora e la fauna circostanti e i lacustri fossero in pericolo per l’inquinamento. Grazie alla formazione del parco l’ambiente circostante è stato recuperato anche grazie a delle importanti iniziative come ad esempio quella che è stata messa in atto a partire dall’ aprile 2003, grazie alla collaborazione tra il Parco Naturale dei Laghi di Avigliana e la Facoltà di Medicina, per ridurre l'inquinamento delle acque dei laghi. In generale, tutti i laghi sono investiti, chi più chi meno, da un processo noto come eutrofizzazione che porta alla rapida e smisurata crescita di piante acquatiche per via dell’elevata quantità di sostanze nutritive presenti nelle acque dei laghi e che con il passare degli anni si accumulano in esse.

Per ridurre questo fenomeno, del tutto naturale, ad Avigliana hanno pensato di utilizzare una popolazione di animali presenti nei due laghi che per loro natura sono atti a filtrare grandi quantità di acqua ogni giorno, utilizzando il materiale sospeso nell’acqua come fonte di cibo.

Si tratta di Molluschi Bivalvi, appartenenti alla stessa classe delle cozze di mare, dalle quali si differenziano per il fatto di vivere in acque dolci.

Questi animali si cibano di batteri, alghe microscopiche, e piccole particelle di materiale organico contribuendo in questo modo a ridurre, in modo del tutto naturale, alla diminuzione dell'inquinamento delle acque dei laghi di Avigliana.

L'origine dei laghi di Avigliana risale alle ultime due grandi glaciazioni pleistoceniche: quella Rrissiana (230.000 anni fa) e quella Würmiana (120.000 anni fa) quest'ultima ritenuta, dagli studiosi, direttamente responsabile della formazione dei laghi.

Molto probabilmente le precedenti glaciazioni hanno dato origine a quattro laghi di cui uno trasformato in epoca remota nella torbiera di Trana, l’altro evoluto in quella che è la Palude dei Mareschi.

Entrambi i laghi sono immersi e incastri in un ambiente da un elevato valore naturalistico dove il verde domina incontrastato tra l’azzurro delle acque dei due laghi. In particolare il lago Piccolo, a differenza del lago Grande intorno al quale sono sorti numerosi locali di intrattenimento (discoteche, pubs, birrerie, ecc), conserva la sua ancestralità essendo circondato da boschi, prati e canneti.

Le sponde di entrambi i laghi sono percorse da sentieri segnalati, che si possono seguire in lunghe e spensierate passeggiate su terreno pianeggiante immerse nel verde che domina incontrastato. Lungo tali sentieri è possibile scorgere la fauna presente nei laghi che è costituita, in maggior parte, da una grande varietà di anatidi come il germano reale, l’alzavola e la marzaiola.

Dall’alto di un promontorio, domina sui laghi, l’antico e maestoso Santuario della Madonna dei Laghi, costruito tra il 1622 ed il 1642 e meta di pellegrini già dal 1300.

Infine un’antica legenda narra che le profondità dei laghi siano abitate da una fata che ha scelto come propria dimora quei luoghi e che ne è la regina indiscussa. La leggenda vuole che mai nessuno ha avuto l’onore è il piacere di vedere la misteriosa fata, ma gli abitanti del luogo sono convinti che la bellezza del paesaggio circostante e l’atmosfera che si respira è anche merito suo.