In biclicletta nel bosco della Mesola

A cura di: Roberta D'Amore

Bosco Mesola

Il Bosco della Mesola, conosciuto anche come il Boscone, si trova nella provincia di Ferrara e con i suoi 1058 ettari rappresenta l’area boschiva più estesa del ferrarese e più importante dal punto di vista naturalistico.

L’accesso al bosco è gratuito e libero in piccola parte, per chi vuole visitarlo nella sua interezza può farlo a piedi oppure affittando all’esterno per pochi euro una bicicletta che vi permetterà di attraversare tutta l’area boschiva e fare degli inaspettati incontri.

La passeggiata è articolata in tre percorsi che hanno tempi di percorrenza e grado di difficoltà differenti.

Iniziando dal primo percorso, che è il più semplice ed il più breve, si incontrerà una vegetazione caratterizzata dalla presenza del leccio e la quercia sempreverde caratteristica della macchia mediterranea. Questa vegetazione preferisce luoghi aridi, assolati e non sopporta temperature invernali troppo basse. Invece sulle dune è possibile incontrare l’orniello, il ginepro ed altre specie del sottobosco come il pungitopo e l’asparago. Nelle zone più depresse e fresche si trovano anche le specie che amano l’umidità come: la farnia, il frassino meridionale, il pioppo bianco, l’olmo. Inoltre molte sono le specie di giunchi e canne che si ritrovano nelle zone che periodicamente si allagano. Ancora nel Boscone è possibile ritrovare numerose specie di funghi, alcune anche rarissime.

Proseguendo la passeggiata in bicicletta nel bosco della Mesola attraverso i tre percorsi si può vedere come l’ambiente sia ricco di dune, che sono ancora visibili come delle ondulazioni del terreno che testimoniano la posizione delle antiche linee di costa e l’avanzamento del delta verso il mare. La formazione geologica del territorio è recentissima, risale al XVI secolo, come è possibile osservare nelle antiche carte geografiche del tempo.

In tutto il bosco la falda acquifera è molto elevata e, nei periodi in cui piove di più, alcune delle parti più depresse si allagano formando delle zone umide. Una presenza di fitti canali permette la regolazione idrica della zona.

Flora bosco mesola

Il clima è caratterizzato da due periodi di massime precipitazioni, autunno e primavera, che porta ad un totale di circa 700 mm di pioggia ogni anno. Le temperature medie estive sono elevate, si oscilla tra 26° e 27° C, mentre le temperature minime in inverno arrivano sino a 0,3°C. Ma il bosco della Mesola è soprattutto conosciuto e famoso per la sua fauna. Sugli alberi si vedono colombacci, tortore e rigogoli. Nei cavi dei tronchi fanno il loro nido i gruccioni e il martin pescatore. Ricca è anche la presenza di rapaci sia diurni, come falchi di palude, poiane, albanelle, sia notturni, come le civette, i barbagianni ed allocchi. Il bosco ospita anche molti anfibi, come il rospo smeraldino, la rana agile, il tritone punteggiato e la raganella. Nei canali si possono vedere le anguille, i persici, le carpe ed i pesci gatto. Vi sono anche molti rettili, presente è la testuggine comune e quella palustre; mentre rara è la presenza della vipera comune.

Nel bosco della Mesola vive l’unico cervo autoctono dell’Italia peninsulare che è stato salvato dal Corpo Forestale dello Stato. Il Corpo Forestale dello Stato a partire dal 1994 ha dato vita ad un piano di tutela del cervo attraverso il miglioramento del loro habitat naturale, un nuovo assetto idraulico ed un’alimentazione di sostegno nei periodi più critici. La popolazione del Cervo della Mesola, circa 70 capi, è l’unica in Italia perché è

Passeggiata nel bosco della mesola

considerata l’ultima testimonianza dei cervi della Pianura Padana. Vi è anche la presenza di daini, che sono stati introdotti di recente per fini venatori. Oggi nel bosco vivono insieme cervi, daini, tassi, lepri, germani reali, aironi, garzette, anatre, folaghe e limicoli.

La visita al Boscone è obbligatoria se si passa per questa magnifica zona, anche perché a pochi chilometri di distanza si possono ammirare tante bellezze , come il castello della Mesola, fatto costruire nel XVI secolo da Alfonso II d’Este, l’Abbazia di Pomposa, dove il monaco Guido d’Arezzo inventò il tetragramma, così nacque la scrittura musicale moderna; e come non visitare il castello della città di Ferrara, la città delle passeggiate in bicicletta in assoluto, dove tra una pedala ed una sosta è possibile ammirare una delle città più movimentate artisticamente.

Buona Passeggiata!