Viaggio alla Scoperta della regione: Valle d'Aosta

A cura di: Roberta D'Amore

La Valle d’Aosta è la regione italiana più piccola e meno densamente abitata, è considerata il tetto dell’Europa in quanto ospita le più alte montagne delle Alpi. Fra le altre venti vette che superano i quattro mila metri si ricordano il Monte Bianco (4.810 m), il Monte Rosa (4.634 m.), il Monte Cervino (4. 478 m.) e il Monte del Gran Paradiso (4. 061 m.) che accoglie il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Più della metà del suo territorio è compreso tra i 1.500 e i 2.700 metri di quota; al di sopra dei 2.700 metri il territorio, del tutto improduttivo, è formato da rocce e ghiacciai. La Valle d’Aosta coincide con il bacino della Dorea Baltea, l’unico fiume della regione, che l’attraversa per circa 90 Km, e con quello delle numerose vallate laterali. Ripide e strette, percorse dai torrenti che nascono dai ghiacciai.

Nonostante quando si parli di Valle d’Aosta si pensa subito alla montagna, essa non è isolata i due valichi più importanti sono il Piccolo San Bernardo, che collega la regione alla Savoia, e il Gran San Bernardo che la mette in comunicazione con il Vallese; però siccome sono situati a circa 2.000 metri di altezza per la maggior parte dell’anno non possono essere attraversati a causa della tantissima neve. Però, per far sì che anche in questi periodi si potesse attraversarli sono stati costruiti due trafori autostradali: la galleria del Gran San Bernardo, lunga 6 Km, e la galleria del Monte Bianco che collega Courmayeur a Chamonix, lunga 11 km.

I Valdostani sono soliti dividere la regione in due zone distinte: la pianura, detta plaine e la montagna, detta montagne. La pianura corrisponde alla valle principale della Dora ed è solo una piccola parte del territorio, ma è anche la zona più densamente popolata, in essa si colloca Aosta e Saint Vincent, famoso per il suo casinò, e Point-Saint-Martin, un importante centro siderurgico. Aosta, il capoluogo dell’unica provincia della regione, si trova  in un punto che, in epoca antica, consentiva il controllo della strada romana che portava in Francia attraverso i passi del Piccolo San Bernardo e del Gran San Bernardo. La restante parte di territorio definito montagne comprende tutte le vallati laterali dove vi sono i paesi più popolosi in quanto sono i principali centri turisti invernali ed estivi, come Coumayeur, Cogne, Valtournenche.

La Valle d’Aosta è una delle cinque regioni a statuto speciale dove si parla italiano e francese.

Sembra strano ma Aosta è una delle città meno piovose d’Italia, infatti in estate si devono irrigare i prati. Le ragioni di questo clima così particolare stanno nella protezione effettuata dai rilievi montuosi, che bloccano le perturbazioni; la stessa cosa accade per le correnti umide provenienti dalla Pianura Padana che hanno scarso accesso in valle. Però le correnti umide, provenienti dall’Atlantico,  trovano uno spiraglio nella sella del Piccolo San Bernardo e vanno ad investire con precipitazione nevose il massiccio del Monte Bianco.

Per quanto riguarda la temperatura la Valle d’Aosta gode di un clima continentale, con forte differenze tra il giorno e la notte e l’estate e l’inverno.

La Valle d’Aosta possiede anche circa 250 ghiacciai che coprono una superficie di circa 160 Kmq. Si ricordano in particolare il ghiacciaio di Brenva, sul versante meridionale del massiccio del Monte Bianco e il ghiacciaio del Miage, il maggiore del versante sud del Monte Bianco che è un autentico ghiacciaio vallivo. Secondo gli ultimi studi sul cambiamento climatico si è evinto che circa il 45% di questi ghiacciai sono a rischio di scomparsa entro la fine del nostro secolo a causa della forte tendenza all’aumento delle temperature.

La Valle d’Aosta è anche una regione ricca di minerali pregiati e ciò è risaputo fin dall’antichità quando prima i salassi e poi i romani coltivarono numerosi giacimenti. L’attività mineraria è attestata da un documento del 1152, che parla di un giacimento di galena argentifera in Val di Cogne. Altri minerali presenti sono: magnetite, solfuri di ferro e rame, antracite, talco e famosi, per il grande interesse naturalistico, sono i quarzi del monte bianco.

Una buona parte del territorio valdostano è costituito da aree protette. Oltre la metà del Parco Nazionale del Gran Paradiso si estende fra le valli valdostane attorno a al Gran Paradiso: Cogne, Valsavarenche e Rhêmes. Di grande importanza scientifica e di grande bellezza è anche il Parco Naturale del Mont Avic, casa e rifugio di imperiosi stambecchi. Mammiferi della famiglia dei bovini il cui nome scientifico è capra ibex, presentano una lunghezza di circa 130-160 cm ed un peso che varia per i maschi 100Kg per le femmine 50 Kg; sono di colore grigio-bruno con sfumature rossastre in estate, mentre in inverno sono di un bruno cupo. Vivono circa 15-20 anni, si nutre di erbe comuni e medicinali, bacche, germogli, aghi di pino mugo, felci e muschi; il suo habitat naturale è sopra il limite arboreo fino ed oltre 3.000 metri, le corna del maschio sono imponenti con grossi rilievi ad anelli mentre nelle femmine assomigliano a quelle delle capre. Il Mont Avic è casa delle sonnolente marmotte, sentinelle impaurite che fischiano per dare l’allarme, di fagiani, di bianche pernici, irraggiungibili aquile reali e scattanti camosci, mammiferi artiodattili appartenenti alla famiglia dei bovidi, di aspetto simile alle capre, vengono inclusi con le pecore nella sottofamiglia dei caprini, sono dotati di un pelo ruvido e duro in estate mentre in inverno diviene morbido e quasi completamente nero. Con corna lunghe sino a 20 cm color ebano con la forma ad uncino, il muso è bianco con due fasce orizzontali nere che circondano gli occhi, non supera i 50 Kg di peso, si nutrono specialmente in estate di erba , mentre in inverno di licheni e muschi. In Italia il camoscio è stato, nei secoli passati, vittima di una caccia spietata che ha ridotto moltissimo la specie. Il Parco del Mont Avic si estende su di una zona orientale della valle d’Aosta, proteggendo rari boschi di pino uncinato, numerosi laghi alpinei e ambienti di alta quota dominati da rocce ofiolitiche. Tutto il Monte Bianco è inserito nell’Espace-Mont Blanc, area protetta internazionale che si estende sulla Valle d’Aosta, Savoia e Vallese. L’obiettivo principe dell’Espace-Mont Blanc è quello della tutela del territorio e della promozione di uno sviluppo sostenibile.Il massiccio appoggiato dalle tre regioni, Italia, Francia e Svizzera, è stato inserito tra i siti patrimonio mondiale dell’umanità, tutelato dall’Unesco, in quanto “sito eccezionale ed unico al mondo, luogo di nascita dell’alpinismo”.

A questi famosi parchi si affiancano anche le Riserve naturali. La più vasta riserva è quella del Mont Mars, nel comune di Fontainemore, nella valle di Gressoney. L’area è interessante per i suoi laghi e gli ambienti ad alta quota. La riserva è attraversata dalla mulattiera che conduce al santuario di Oropa, percorso da secoli da una processione.

La Valle d’Aosta, infine, possiede una grande ricchezza di fiori. Infatti gli appassionati di flora e fauna possono anche fare delle escursioni botaniche alla scoperta delle specie più caratteristiche dell’ambiente alpino.

Le attività tradizionali della Valle d’Aosta sono l’agricoltura e l’allevamento, ma solo una piccola parte della popolazione pratica queste due attività. L’agricoltura è praticata nelle zone pianeggianti, mentre l’allevamento del bestiame ha subito negli ultimi anni una forte diminuzione; si produce soprattutto latte e formaggi.

Di grande interesse è anche l’artigianato valdostano che utilizza ancora oggi le antiche materie prime, cioè il legno, pietra ollare, ferro, canapa e lana, per realizzare i suoi prodotti tipici.
Il legno è il principale settore dell’artigianato che è capace di costruire mobili tipici, che sono caratterizzati dai motivi decorativi come il rosone a sei petali, gli stemmi, i fiordalisi, i simboli ecclesiastici; alle slitte, dagli strumenti per il lavoro nei campi ed alla produzione di formaggi e burro, come mestoli; ai sabot, fino alle maschere e ai giocattoli.

Caratteristico è anche la lavorazione dei tessuti con l’utilizzo del lino,canapa, lana, soprattutto nelle valle di Champocher e la valle di Valgrisenche, dove con telai di legno si tessono i draps, che un tempo era di colori grigi, neri e blu o rosso scuro, oggi invece ha colori molto più forti; invece a Cogne si effettuano lavorazioni del pizzo al tombolo, i cosiddetti dentelles per cui si richiedono tantissime ore di lavoro.

I tre piatti più famosi della cucina valdostana sono: seupa à la valpellinentze, la bistecca alla valdostana e la fonduta. Le specialità non sono molte e tengono conto soprattutto delle difficili condizioni ambientali durante i mesi invernali ed è anche per questo che sono piatti ricchi di calorie. Gli ingredienti principali che si trovano nei piatti valdostani sono il latte e i suoi derivati.

I salumi locali sono:

  • la motzetta o mocetta, cioè la polpa della coscia del bovino che presenta una preparazione in salamoia con aglio, salvia, rosmarino ed alloro e poi essiccata, da accompagnare con un filo di miele o un po’ di burro;

  • il lardo d’Arnard;

  • prosciutto della conca di Bosses;

  • il boudin, sanguinaccio che si mangia crudo, lessato o fritto.

I primi piatti valdostani sono costituiti soprattutto da zuppe, la più famosa è la seupa à la valpellinentze, formata da pane raffermo e da fontina alternati a cavoli lessati e cucinati nel brodo di carne; altro piatto tipico è la polenta quasi sempre concia, cioè mescolata con la fontina e sempre fatti con la fontina sono gli  gnocchi alla valdostana e le crespelle, ripiene con prosciutto cotto.

I secondi piatti invece sono caratterizzati dalla carne, celebre è la bistecca alla valdostana: costoletta di vitello imbottita di fontina e passata nella farina, nell’uovo e nel pangrattato e poi rosolata con il burro, altro piatto è la fonduta, una fusione di fontina, burro, uova, latte e un po’ di liquore che si mangia caldissima su crostini di pane. Esiste poi la civet valdostana, cioè camoscio o capriolo cotto con il pomodoro, ginepro e chiodi di garofano.

Prodotto tipico della Valle di Gressoney è lo speck bollito che viene servito con crauti, patate e carote e le Knolle, gnocchi tondi di farina.

I dolci tipici della Valle d’Aosta sono:

  • il fiandolein, cioè una specie di zabaione;

  • il brochat, dolce al cucchiaio con latte, zucchero e vino;

  • il blanc manger, crema alla vaniglia.

Certamente se si va in visita in Valle d’Aosta dopo aver mangiato i suoi piatti tipici non può non assaggiare la grappa, ottima nella regione, ottenuta per infusione di frutta o di erbe.

La Valle d’Aosta nonostante un clima abbastanza difficile è riuscita a possedere numerosi vitigni, quelli tradizionali sono Nebbiolo, Petit Rouge, Muscat de Chambave, Pinot grigio, ecc.; mentre le ultima varietà di recente introduzione sono Pinot nero, Pinot bianco, Chardonnay, ecc.