Viaggio alla Scoperta della regione: Toscana

A cura di: Roberta D'Amore

La Toscana è una regione dell’Italia centrale che confina a nord con l’Emilia-Romagna, a sud con il Lazio, a nord-ovest con la Liguria, ad est con l’Umbria e le Marche, ad est le sue coste sono bagnate nel tratto centro-settentrionale dal Mar Ligure mentre il tratto costiero meridionale è bagnato dal Mar Tirreno.

La Toscana è delimitata a nord dagli Appennini che segnano il confine con l’Emilia-Romagna. Le montagne più caratteristiche sono le Alpi Apuane che si innalzano alle spalle della fascia costiera della Versilia e sono separate dalla Garfagnana, la valle attraversata dal fiume Serchio. Le Alpi Apuane sono formate da marmo bianco la cui formazione è stata spiegata dagli geologi come una conseguenza di forti pressioni ed alte temperature all’interno della terra. Questo marmo per la sua bellezza è stato da sempre utilizzato come materiale ornamentale: i Romani lo esportavano in tutto il bacino del Mediterraneo e Michelangelo Buonarroti curava personalmente il taglio dei pezzi per le sue sculture.

Importanti sono anche le valli del fiume Magra, la Valle Lucignana, del Sieve, la Valle del Mugell, e dell’Arno, la Valle del Cesentino.

La parte meridionale della regione è caratterizzata ad ovest dalle Colline Metallifere, ricche di minerali, che separano la Maremma dall’entroterra meridionale pisano e dalla parte sud-occidentale della provincia di Siena; ad est si ritrova il Monte Amiata, antico vulcano spento oggi ricoperto da fitti boschi tra le province di Siena e Grosseto dalle cui sorgenti attinge l’Acquedotto del Fiora; ad oriente si ritrova il Monte Cetona che separa la Val d’Orcia dalla Val di Chiana.

Le colline e i dolci rilievi dell’Antiappennino dominano tutto il paesaggio toscano, sono rivestite di vigneti ed oliveti, sono punteggiate da file di cipressi e si distendono dalla catena dell’Appennino Tosco-Emiliano fino alle spiagge del Tirreno. Quindi il territorio toscano è prevalentemente collinare in particolare nella zona centro-meridionale. Nella parte centrale della regione si hanno da est ad ovest le colline livornesi, le Balze di Volterra che caratterizzano il territorio circostante  con l’omonimo centro della provincia di Pisa, il Montalbano tra Pistoia, Prato e Firenze, le colline della Valdelsa tra Firenze e Siena, le colline del Chianti che occupano una zona a cavallo tra Firenze, Arezzo e Siena, famosa per i suoi pregiati vigneti, e le colline della Valtiberina nella parte orientale di Arezzo.

Al paesaggio appenninico e collinare, la Toscana presenta aree pianeggianti sia lungo la fascia costiera che nelle zone dell’entroterra. Procedendo dal confine con la Liguria si arriva alla striscia della Versilia, chiusa ad est dalle Alpi Apuane, con spiagge e pinete; più a sud la pianura del Valdarno inferiore segue il corso dell’omonimo fiume; all’estremità meridionale della regione  fra i fiumi Cecina ed Ombrone si stendono le pianure, un tempo paludose, della Maremma. La Maremma è suddivisa in Maremma livornese e pisana a nord e in Maremma grossetana a sud.

La pianura principale interna alla Toscana è il Valdarno che si sviluppa tra le province di Arezzo, Firenze e Pisa; quest’area è divisa in Valdarno superiore a monte di Firenze, in Valdarno medio attorno alla città di Firenze e in Valdarno inferiore a valle di Firenze.

La costa della Toscana è lunga circa 230 Km, un tratto costiero basso e sabbioso che interessa soprattutto la parte più settentrionale della regione , in particolare i litorali delle province di Massa-Carrara, Lucca e Pisa, il confine con la Liguria e il Canale dei Navicelli presso Livorno e la zona della Versilia e del litorale pisano. Le coste sabbiose, a sud di Piombino diventano paludose e presentano dune costiere; caratteristiche sono le sporgenze rocciose del promontorio di Piombino e del Monte Argentario. L’Argentario presenta coste alte e rocciose, ad eccezione di alcune iolate calette; il Tombolo della Feniglia, una riserva naturale statale costituita da un cordone di sabbia che lo collega alla terraferma dove raggiunge il promontorio di Ansedonia.

L’Arcipelago toscano è costituito da sette principali isole e da altri isolotti minori per un totale di circa 167 isole tutelate da Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

L’isola principale è l’Isola d’Elba, a nord dell’Isola d’Elba vi sono l’Isola di Capraia, nel Canale di Corsica, e l’Isola di Gorgona, l’isola più settentrionale dell’Arcipelago. A sud dell’Isola d’Elba vi sono quattro isole principali bagnate dal Mar Tirreno: l’Isola di Pianosa, l’Isola di Montecristo, l’Isola del Giglio e l’Isola dei Giannutri.

Il corso dl più lungo fiume della regione è l’Arno, esso, dopo aver percorso il Casentino, ed aggira il gruppo del Pratomagno si dirige verso nord-est lungo la Valdarno superiore. Dopo aver piegato verso ovest ed attraversata Firenze e l’ampia Valdarno inferiore bagna Pisa per poi sfociare nel Mar Tirreno. La Toscana però è attraversata anche dal fiume Tevere, che scende dal Monte Fumaiolo e poi arriva in Umbria.

La Toscana è una terra ricca di parchi naturali proprio per la sua ricchezza naturalistica:

  1. il Parco Nazionale Foreste Casentinesi,Monte Falterona e Campigna  si estende sull’Appennino Tosco-Romagnolo e per cui per metà appartiene alla regione Toscana e per l’altra metà appartiene all’Emilia-Romagna, il parco è prevalentemente montuoso e la sua caratteristica principale è l’estensione delle sue foreste che ricoprono intere vallate. Il cuore del parco è costituito dalle Foreste Casentinesi a cavallo tra il Monte Falterone ed il Passo dei Mandrioli, esse comprendono le Foreste di Campigna, , di Badia Prataglia-La Lama e di Camaldoli. Altro elemento caratteristico del parco è l’abbondanza di sorgenti, ruscelli e torrenti, movimentati da cascate, la più bella è la Cascata dell’Acquacheta.

  2. Il Parco Nazionale Dell’Arcipelago Toscano che tutela i territori dell’Isola d’Elba, dell’Isola di Capraia, l’Isola del Giglio, l’Isola di Montecristo, l’Isola di Giannutri, l’Isola di Pianosa e l’Isola di Gorgonia;

  3. Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano che è diviso tra le due regioni Toscana ed Emilia-Romagna; in esso è ancora possibile vedere tracce di antichi ghiacciai e ricche zone di foreste, ma anche praterie e brughiere;

  4. Il Parco regionale della Maremma noto anche come Parco dell’Uccellina si estende su un tratto di costa compreso tra Principina a Mare e Telamone;

  5. Il Parco regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli che comprende la Macchia Lucchese, il Lago di Massaciuccoli , le Dune litoranee di Torre del Lago e la Selva Pisana;

  6. Il Parco regionale Alpi Apuane localizzate nella Toscana settentrionale e costituisce un massiccio montuoso parallelo all’appennino e delimitato dai bacini del fiume Magra e del fiume Serchio;

  7. Il Parco provinciale Montioni, parte in provincia di Grosseto e parte in provincia di Livorno, ospita la riserva naturale “Poggio  Tre Cancelli” che confina con la riserva naturale di popolamento animale “La Marsiliana”;

  8. Il Parco provinciale dei Monti Livornesi comprende i territori situati nei comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo, ed è contiguo alle A.N.P.I.L. di istituzione comunale: la Foresta della Valle Benedetta, la Foresta di Montenero, Poggio Corbolone, Marrana San Martino, le Sorgenti di Colognole e la Valle del Chioma.

In Toscana sono altresì presenti molte riserve provinciali di cui riportiamo di seguito le pił importanti:

  1. la Valle dell’Inferno e Bandella, in provincia di Arezzo;

  2. Ponte a Buriano e Penna, in provincia di Arezzo;

  3. Sasso di Simone, in provincia di Arezzo;

  4. Alta Valle del Tevere-Monte Nero, in provincia di Arezzo;

  5. Monti Rognosi, in provincia di Arezzo;

  6. Alpe della Luna, in provincia di Arezzo;

  7. Bosco di Montalto, in provincia di Arezzo;

  8. Padule di Fucecchio, in provincia di Firenze;

  9. Diaccia Botrona, in provincia di Grosseto;

  10. Monte Penna, in provincia di Grosseto;

  11. Montato, in provincia di Grosseto;

  12. Oasi della Contessa, in provincia di Livorno;

  13. Lago di Sibolla, in provincia di Lucca;

  14. Foresta di Monterufoli-Caselli, in provincia di Pisa;

  15. Lago di Santa Luce, in provincia di Pisa;

  16. Bosco di Santa Agnese, in provincia di Siena;

  17. La Pietra, in provincia di Siena;

Due sono i fenomeni che hanno riguardato l’agricoltura della Toscana: il primo è la riduzione del numero degli agricoltori che hanno abbandonato le campagne per lavorare nelle fabbriche; il secondo è il progressivo cambiamento di coltivazioni si è passati ai vigneti ed alle colture industriali al posto degli oliveti e delle colture arboree. Nel complesso la produzione agricola della Toscana è notevole soprattutto per la qualità: basta pensare all’olio d’oliva dell’area lucchese e al vino delle colline del Chianti. Importanti sono anche le colture specializzate in serra, ortaggi e fiori, che nelle pianura del Valdarno, della Val di Chiana e della Maremma si affiancano a quelle industriali del tabacco, della barbabietola da zucchero ed il girasole; famoso in tutto il mondo è il sigaro toscano, con le foglie di tabacco coltivate nella Val di Chiana.

L’allevamento di bovini è un ottimo fattore di guadagno per la regione, in particolare spiccano le razze chianina, maremmana, caldana e garfignana, tutte allevate allo stato brado; tra i suini si ricorda la cinta senese allevata allo stato brado o semibrado in varie zone delle province di Siena, Firenze e nelle Colline Metallifere.

Le industrie storiche della Toscana sono le piccole attività artigianali che danno vita a diverse aree monoproduttive nel campo tessile, del cuoio, del mobile, dell’abbigliamento, delle calzature. Nel passato, le zone minerarie della Toscana erano tra le più attive in Italia. Oggi però molte di queste attività sono cessate perché non sufficientemente produttive. Rimangono importanti lo sfruttamento delle cave di marmo delle Alpi Apuane, dei soffioni boraciferi in provincia di Livorno e di Grosseto e dell’alabastro di Volterra.

Il turismo è fondamentale per l’economia della regione, la maggior parte del flusso turistico si riversa verso le località balneari coma la Maremma grossetana, anche più di dieci milioni di turisti all’anno, anche stranieri, si muove soprattutto nelle città d’arte come Firenze; negli ultimi è aumentato anche il turismo rurale, grazie al proliferare dei b&b e degli agriturismi, a cui si affiancano il turismo termale, Chianciano Terme, Montecatini Terme, Saturnia, e il turismo montano sia estivo che invernale con le piste da sci sul Monte Amiata e all’Abatone.

In toscana ogni provincia ha i suoi piatti e i suoi prodotti tipici:

  • Firenze, il capoluogo, offre fritti misti di carciofi, le pappardelle al sugo di lepre, la pappa al pomodoro, le trippe; tra i dolci si ricordano i cenci, nastri di pasta dolce fritti e cosparsi di zucchero, i brigadini, cialde all’anice, lo zuccotto, ed i cantucci tipici di tutta la regione;

  • Arezzo che offre: zuppa di cavolo, pappardelle all’aretina, i fagioli al fiasco, i carciofi ripieni all’aretina, il fagiano tartufato, l’anguilla con i piselli, ecc.;

  • Grosseto offre: l’acquacotta, la torta con acciughe, la polenta alla maremmana, risotto di carciofi, l’oca alla maremmana, la cucina di Grossetto è ricca di selvaggina come la lepre, i cinghiali, le allodole, ecc. Ottimi  sono anche i funghi, i formaggi, soprattutto ricotta e pecorino, il prosciutto di cinghiale, ecc.;

  • Livorno offre: il caciucco, una sorta di zuppa di pesce, le triglie alla livornese, ecc.;

  • Lucca offe: minestre come l’infarinata e la garmucia, il risotto al piccione, l’agnello con le olive, ecc.;

  • Massa Carrara offre: testaroli, piadine di farina integrale servite con pesto o con una salsa di pecorino e prezzemolo, i tortelli, il fagiano alla carnesecca e la fricassea, ecc.;

  • Pisa offe: la minestra di fagioli bianchi di San Michele, la zuppa di ranocchi, ecc.;

  • Pistoia offre: i crostini di milza, i crostini di frattaglie di pollo, i crostoni di cavolo nero, la trippa, lo zimino di lampredotto, ecc.;

  • Prato offre: salame e mortadella cotta, colture di pesche, ciliegie, susine, uva da tavola, polpette all’uva passa, i cantucci all’anice, la composta di crema, ecc.;

  • Siena offre : le soppressate, salami, finocchiona, capocolli, salsiccia fresca, salsiccia di cinghiale, il pecorino delle crete, zuppa di lenticchie con il fagiano, zuppa di rane, fagioli all’uccelletto, tortino di funghi, ecc.

La Toscana è  rinomata soprattutto per la produzione di vini:

  • Bianco della Valdinievole: vin Santo che si accompagna con i famosi dolci i cantucci, la cui zona di produzione è l’intero territorio dei comuni di Ruggiano, Montecatini Terme ed Uzzano, e parte di quello di Larciano, Marliana, Massa e Cozzile, Pescia, Pieve a Fievole e Monsummano Terme, in provincia di Pistoia;

  • Bianco di Pitigliano la cui zona di produzione sono i territori di origine vulcanica che dal lago di Bolsena si estendono verso Pitigliano, in provincia di Grosseto;

  • Brunello di Montalcino la cui zona di produzione è l’intera area del comune di Montalcino in provincia di Siena;

  • Chianti la cui zona di produzione sono i numerosi territori dei comuni delle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pistoia e Pisa. Vi sono varie qualità di Chianti quello classico, quello dei Colli senesi, dei Colli Aretini, dei Colli Fiorentini, delle Colline pisane, di Montalbano e il Chianti ruffina;

  • Rosso di Montepulciano la cui zona di produzione è il territorio del comune di Montepulciano in provincia di Siena;

  • Vernaccia di San Gimignano, vino bianco, la cui zona di produzione è il territorio del comune di San Gimignano in provincia di Siena;

  • Vino Nobile di Montepulciano;

  • Rosso di Montalcino