Viaggio alla Scoperta della regione: Sicilia

A cura di: Roberta D'Amore

La Sicilia è l’isola più grande del Mediterraneo, a nord si affaccia sul Mar Tirreno, ad est è divisa dall’Italia dallo stretto di Messina ed è bagnata dal Mar Ionio, a sud-ovest è separata dall’Africa dal canale di Sicilia. A primo sguardo la Sicilia ha la caratteristica forma triangolare, ed è proprio per questo che gli antichi Greci le diedero il nome di Trinacria. I vertici del triangolo sono costituiti da tre capi: Capo Peloro, o Punta del Faro, a Messina; Capo Passero a Portopalo a sud, Capo Boeo o Lilibeo ad occidente, nelle vicinanza di Marsala. L’estremità nord-orientale è separata dalla penisola della Calabria dallo stretto di Messina, lungo solo tre silometri. L’estremità meridionale è, invece, rivolta verso l’Africa, da cui la separa un tratto di mare largo 140 km: il Mare di Sicilia.

Le coste settentrionali della Sicilia sono alte e rocciose e si aprono sul Mar Terreno con ampie insenature, coma i golfi di Castellamare del Golfo, di Palermo, di Milazzo, ecc. che occupano spiagge dalla sabbia chiara e fine.

La costa ionica è molto più varia: spiagge strette e piene di ghiaia fino a Taormina e fra la foce del fiume Alcantara e Riposto; frastagliate verso sud, come i Giardini Naxos e laviche coma le spiagge di Acireale. La parte meridionale, di fronte l’Africa, presenta delle spiagge sabbiose ed uniformi soprattutto nella zona di Ragusa, Agrigento e Trapani.

La Sicilia è un’isola ricca di vulcani, i più importanti sono: Etna, Stromboli e Vulcano.
Intorno all’isola si trovano numerose isole minori ed arcipelaghi. Nei pressi delle coste tirreniche l’arcipelago delle Eolie o Lipari e l’isola di Ustica, davanti a Capo Boeo l’arcipelago delle Egadi, nel Mare di Sicilia le isole Pelagie, Lampedusa e Linosa, e Pantelleria ai limiti delle acque italiane e molto più a sud della Tunisia.

La Sicilia è poco montuosa. Nella Sicilia orientale vi è un ideale continuazione dell’Appennino Calabro nei monti Peloritani, Nebrodi e Madonne, invece la Sicilia occidentale e centrale presenta massicci più isolati. A sud-est si innalzano i Monti Iblei, una sorta di tavole che scendono sin giù verso il mare ed attraversati da gole profonde.
Ma la montagna più importante ed elevata  della Sicilia è l’Etna (3.263 metri), il maggior vulcano attivo dotato di 4 crateri sommatali attivi e circa 300 bocche eruttive. Le colate sono uno spettacolo che rimandano all’alba del mondo e fanno capire come sia forte la natura. La gente dell’Etna ha da sempre accettato di vedere distrutto tutto ciò che possiede dal vulcano in cambio del privilegio di vivere in un’area fertilissima. Ai piedi dell’Etna si distende la Piana di Catania, la pianura più grande  ed importante della regione.

I fiumi siciliani sono brevi ed hanno un andamento irregolare. I fiumi appenninici a nord sono detti fiumare a carattere torrentizio. I corsi d’acqua più lunghi sono l’Imera Meridionale (o il Salso), il più lungo dell’isola che sfocia nel Canale di Sicilia, e il Simeto, che ha il bacino idrografico più ampio, che sfocia nel Mar Ionio.

Per quanto riguarda i laghi naturali, ad eccezione del Lago di Pergusa, l’isola ne è praticamente priva, in quanto vari decenni fa si è prosciugato il Lago di Lentini. Proprio a causa di questa scarsità sono stati creati dei laghi artificiali come: il lago dell’Ancipa, il lago Pozzillo, il lago Arancio, il lago di Piana degli Albanesi e il lago di Ogliastro.
In Sicilia vi sono quattro parchi naturali regionali, molte riserve naturali, aree marine protette e zone umide.

Partendo dai quattro Parchi Naturali Regionali, essi sono:

  1. il Parco dei Nebrodi è la più grande area protetta della Sicilia i cui comuni facenti parte del parco sono 23, 18 in provincia di Messina, 3 in provincia di Catania e 2 in provincia di Enna. Gli elementi caratterizzanti del parco sono la dissimetria dei paesaggi , la diversità dei rilievi e la ricchissima vegetazione insieme a molte zone umide;

  2. il Parco dell’Etna a Nicolosi in provincia di Catania è un parco in cui il vulcano ha determinato l’evoluzione di una grande varietà di ambienti naturali e di paesaggi  che sono il risultato di fenomeni fisico-chimici e biologici;

  3. il Parco delle Madonie comprende il massiccio montuoso delle Madonie  ed ospita più della metà delle specie vegetali siciliane e oltre la metà delle specie di uccelli e tutti i tipi di mammiferi comprende 15 comuni della provincia di Palermo;

  4. il Parco fluviale dell’Alcantara comprende tre comuni della provincia di Catania e nove comuni della provincia di Messina, la sede del Parco si trova a Francavilla di Sicilia, il territorio è attraversato dal fiume Alcantara che proprio per lo scorrimento delle sue acque ha creato delle suggestive e profonde gole a strapiombo, meglio conosciute come le Gole di Alcantara.

Alcune tra le riserve naturali regionali più importanti sono:

  1. la Riserva naturale speciale Lago di Pergusa che si colloca in prossimità di Pergusa, una frazione del comune di Enna, è una riserva che ha una grande importanza dal punto di vista ornitologico poiché è il luogo in cui vi sono intensi flussi migratori di tantissime specie di uccelli come: la folaga, il moriglione, l’alzavola, la garzetta, l’airone cenerino,ecc.;

  2. la Riserva naturale Oasi Faunistica di Vendicari collocata tra Noto e Marzamemi in provincia di Siracusa, importante per la presenza di pantani che diventano luogo di sosta durante il periodo della migrazione degli uccelli; la riserva è una zona umida costiera di grande importanza biologica per l’elevata presenza di biotipi differenti: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani, saline, aree coltivate;

  3. la Riserva naturale dello Zingaro che si estende nella parte occidentale del Golfo di Castellamare, nella penisola di San Vito Lo Capo che si affaccia sul Mar Tirreno tra Castellamare del Golfo e Trapani, è uno dei pochi tratti di costa della Sicilia a non essere attraversato da una strada litoranea. La Riserva ospita 350 specie vegetali, di cui 40 endemiche, 25 specie di orchidee e ben 39 specie di uccelli, senza contare la fauna marina costiera;

  4. la Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa  che comprende il corso del fiume Ciane e la zona umida delle saline alla periferia della città di Siracusa;

  5. la Riserva naturale Oasi del Simeto è situata alla foce del fiume Simeto nella piana di Catania, la cui costa affaccia sul Mar Ionio;

  6. la Riserva naturale Biviere di Gela, il Biviere di Gela è il più grande lago costiero della Sicilia e costituisce una delle più importanti zone di sosta e svernamento per numerosi uccelli migratori, l’avifauna conta circa 200 specie;

  7. la Riserva naturale Cavagrande del Cassibile i cui comuni facenti parte sono Avola, Noto e Siracusa. L’area è attraversata dal fiume Cassibile che ha creato dei grandi canyon, tra cui il Cavagrande del Cassibile;

  8. la Riserva naturale Macalube di Aragona collocata a 4 km a sud di Aragona e a 15 km a nord di Agrigento e comprende un territorio la cui peculiarità è la presenza di fenomeni eruttivi.

L’attività agricola fornisce maggiore reddito alla Sicilia. L’agricoltura dell’isola è la più produttiva del Sud Italia e si colloca al secondo posto nazionale alle spalle solo dell’Emilia-Romagna.

Notevole è la produzione di cereali, tra cui il frumento, in particolare nella pregiata qualità del grano duro, ottimo per produrre buona pasta.

Nelle zone costiere prevale la coltivazione di agrumi e di viti, a differenza delle zone interne dove prevale la produzione di cereali.  Nei pressi di Acireale e nella zona della Piana di Catania è nota la ricca produzione di agrumi, in particolare: arance, limoni, mandarini, mandaranci, bergamotti, cedri, pompelmi,fichi d’india e carrube. Famosa è anche la produzione di frutta secca: mandorle, nocciole, pistacchi, ottimi sono quelli di Bronte, che rappresentano la base di molti dolci della regione.

Per la viticoltura la Sicilia si trova al secondo posto in Italia, dopo la Puglia, per la quantità di uva raccolta e per la qualità di vino prodotto. Aree di grande tradizione vinicola sono quelle di Trapani, di Ragusa e di Catania.

All’interno dell’isola,invece, l’aridità del clima e la povertà dell’acqua consentono solo la coltura estensiva del frumento.

Sviluppato è l’allevamento di ovini, caprini ed equini, mentre i bovini oggi si allevano soprattutto nella provincia di Ragusa, dove si allevano animali della razza modicana con il cui latte, molto sostanzioso, si producono formaggi freschi, come le provole o il caciocavallo.

La pesca è una risorsa importantissima per la Sicilia che è ricca di porti, i più importanti sono quelli di Mazara del Vallo, di Sciacca, di Poro Empedocle, di Licata. Nella zona dello stretto di Messina si pescano il pesce spada, il tonno, le alici, lo sgombro,le sardine, cioè tutto il pesce azzurro del Mediterraneo.

La storia dell’industria siciliana è cominciata con l’estrazione dello zolfo di cui, fino al secolo scorso, l’isola deteneva il primato mondiale. Poi arrivò la concorrenza dello zolfo statunitense, molto più economico. Così un po’ alla volta le miniere chiusero fino a  quando di recente l’attività è cessata.

Negli anni cinquanta a Gela e a Ragusa furono scoperti degli giacimenti di petrolio e metano, quindi si puntò sulla costruzione di raffinerie, di centrali termo-elettriche e di industrie petrolchimiche, il complesso petrolchimico dell’area Siracusa-Augusta-Priolo è tra i maggiori d’Europa. Però i giacimenti siciliani si sono rilevati meno consistenti del previsto e ciò ha portato ad importare nello scalo di Augusta il greggio dal Medio Oriente. Altro svantaggio è dato dalla lontananza dai mercati del Nord Italia e dell’Unione Europea.

Negli ultimi anni ha registrato una forte espansione il turismo, favorito dalla presenza sul territorio di numerosi siti archeologici, come Morgantina, la Valle dei Templi, Selinunte, Se gesta, ecc., e di numerose bellezze naturali. Oltre alle rinomate mete turistiche balneari, Taormina, Agrigento, Acireale, Siracusa, Palermo, Cefalù, la Sicilia offe uno straordinario entroterra ricco di storia, tradizioni, arte, boschi, parchi naturalistici e riserve.

Parlare dei prodotti tipici siciliani e dei suoi piatti è un viaggio nella tradizione e nella varie culture che in Sicilia si sono incontrate. Sicuramente si devono ricordare:

  • il pecorino siciliano;

  • il formaggio Ragusano;

  • il Canestrato, formaggio a pasta dura;

  • il Fiore Sicano,  formaggio a pasta cruda;

  • il Maiorchino, formaggio a pasta dura dal colore paglierino;

  • la provola;

  • la ricotta che ha tre varianti: la ricotta infornata fresca, la ricotta infornata dura e la ricotta salata;

  • l’olio extra-vergine d’oliva che ha diverse qualità: il fruttato, l’armonico, il dolce, il delicato, il fragrante ed il biologico.

Tra i piatti tipici si ricordano:

  • la pasta con le sarde;

  • la parmigiana;

  • la caponata di melanzane;

  • le sarde a beccafico, con pangrattato, pinoli e limoni;

  • le arancine, palle di riso ripiene di ragù di carne e piselli;

  • il cuscusu realizzato con il pesce;

e tra i dolci non bisogna dimenticare:

  • la cassata siciliana;

  • i cannoli siciliani;

  • le granite di tutti i gusti,la più buona è quella alle manorleo ai gelsi;

  • il gelo di “melone”, una gelatina di anguria;

  • i gelati ai più svariati gusti.

La Sicilia è anche una terra in cui si producono ottime qualità di vino, come:

  • l’Alcamo, vino bianco, la cui zona di produzione è il territorio collinare di Alcamo ed alcuni comuni della provincia di Trapani;

  • il Ceresuolo di Vittoriavino rosso, la cui zona di produzione è il territorio di alcuni comuni delle province di Caltanisetta, Ragusa e Catania;

  • l’Etna, vino bianco, rosato e rosso, la cui zona di produzione sono i colli che circondano Catania;

  • il Faro, vino rosso, la cui zona di produzione è esclusivamente nel territorio comunale di Messina;

  • il Malvasia delle Lipari, vino bianco, la cui zona di produzione è l’arcipelago delle Lipari (o Eolie);

  • il Marsala, vino liquoroso, la cui zona di produzione è l'intera provincia di Trapani con l'esclusione dei comuni di Alcamo, Pantelleria e Favignana;

  • il Moscato di Noto la cui zona di produzione è il territorio dei comuni di Noto, Rosolini, Pachino e Avola, in provincia di Siracusa;

  • il Nero d’Avola, il vino siciliano più famoso la cui zona di produzione è tutta la Sicilia, anche se i vitigni originari si trovano nella parte orientale dell’isola.