A cura di: Roberta D'Amore
La Liguria è ubicata nell’Italia nord-occidentale e confina a sud con il Mare Ligure, a nord con il Piemonte e l’Emilia Romagna, ad ovest con la Francia e ad est con la Toscana.
La Liguria è stata definita “un balcone sul mare”, ed infatti dal confine francese ad ovest a quello toscano ad est, la regione si presenta come un unico arco montuoso, affacciato sulla costa, inframmezzato da pianure: sono i rilievi delle Alpi Marittime e dell’Appennino Ligure separati dal Colle di Cadibona o Bocchetta di Altare.
La regione convenzionalmente viene divisa in due parti delimitate dal capoluogo: la Riviera di Ponente e la Riviera di Levante.
Nella Riviera di Ponente, ad ovest di Genova, la catena montuosa non cade a strapiombo sul mare, ma discende dolcemente con declivi e valli, spiagge sabbiose si alternavano a promontori rocciosi. Ad est di Genova, nella Riviera di Levante i monti sono più aspri e rocciosi e le coste, alte e a picco sul mare, formano due golfi: quello di Rapallo e La Spezia. Le pianure fertili ma di limitata estensione si sono formate alla foce dei fiumi che si gettano nel golfo ligure e che vi hanno posto i loro detriti.
La Liguria è la regione italiana con il più alto indice di boscosità dalla costa alle vette montane.
Le zone costiere sono ricoperte da pinete, la zona dell’entroterra è ricca di boschi di aghifoglie, querce, castagni e faggi. La vegetazione sull’Appennino è caratterizzata dal castagno, salendo si incontrano anche i faggi, ai loro piedi il sottobosco è ricco di fragole, gerani, varie specie di funghi. Dove non si sviluppa il bosco, salendo in alto, si incontrano ontani verdi, ginepri, sabine e diverse qualità di salici.
La collina in Liguria occupa più della metà del territorio e per la sua vicinanza con il mare viene divisa in tre diverse fasce:
- costiera, a ridosso delle spiagge e delle scogliere;
- media, fino a 600 metri d’altezza;
- montana, con presenza di latifoglie.
Le montagne liguri sono quasi tutte racchiuse in aree protette e ricoperte da faggete, pascoli e colture per l’allevamento del bestiame. Sono ventitrè le aree protette ed istituite in Liguria, un numero sempre maggiore di parchi, riserve ed Alta Via dei Monti Liguri che copre più del 12% del patrimonio ambientale della regione. Si auspica ad un incremento maggiore di aree protette grazie alle nuove forme di turismo naturalistico ed alla nuova volontà di creare uno sviluppo sostenibile del territorio. Le aree sono:
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Parco Nazionale delle Cinque Terre;
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Parco Naturale regionale di Bric Tana;
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Parco Naturale regionale di Piana Crixia;
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Parco Naturale regionale del Beiqua;
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Parco Naturale regionale dell’Antola;
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Parco Naturale regionale di Portofino;
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Parco Naturale regionale dell’Aveto;
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Parco Naturale regionale di Montemarcello Magra;
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Parco Nazionale regionale di Porto Venere;
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Riserva Naturale regionale di Bergeggi;
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Riserva Naturale regionale dell’Isola Gallinara;
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Riserva Naturale regionale di Rio Torsero;
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Area protetta regionale Giardini Botanici Hanbury;
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Giardino Botanico di Pratorondanino;
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Riserva Naturale Statale Agoraie di Sopra e Moggetto;
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Alta Via dei Monti Liguri.
In Liguria di grande interesse naturalistico sono anche le grotte, in particolare si ricordano le Grotte di Tirano, dei Balzi Rossi, di Borgio Verezzi. Oggi però l’ecosistema delle grotte è a rischio a causa del disboscamento, dell’inquinamento, dell’apertura di strade, dalla presenza di cave, dall’azione della fauna, ecc.
Bellezza incontrastata della Liguria è sicuramente il mare che vanta ben 13 bandiere blu, un riconoscimento a livello internazionale per la qualità dell’acqua e del turismo sostenibile. Da non perdere in Liguria è il Santuario dei Cetacei, un triangolo marino ricco di vita compreso tra la costa ligure, quella corsa e quella provenzale. È un luogo che può vantare il maggior numero di cetacei fra tutti i mari italiani. Un ecosistema costituito da capodogli, balenottere comuni, delfini, grampi, globicefali, ecc. L’area protetta è stata istituita nel 1990 per proteggere tutti i cetacei presente nel triangolo ed è nato in contemporanea un progetto definito Pelagos che ha previsto l’istituzione di una Riserva della Biosfera. Siccome il posto ha sempre più attirato l’attenzione di istituti scientifici, nel 1999 i ministri francese, italiano e monegasco hanno firmato un documento che sancisce la nascita ufficiale del Santuario Internazionale dei Cetacei del Mar Ligure. Oggi all’interno di esso è possibile, con le dovute precauzioni praticare il whale watching, escursioni giornaliere per avere un contatto diretto con gli straordinari mammiferi presenti in queste acque.
Ma siccome la Liguria è la terra del mare essa offre ai suoi turisti anche la possibilità di fare il Pescaturismo, cioè pescare insieme a gente del mestiere, magiare il pesce appena pescato sui barconi,conoscere il mondo marino. È un tipo di turismo che si sta diffondendo sempre di più anche con l’abitudine di ospitare i turisti nelle case dei pescatori ed offrire ristorazione e degustazione dei prodotti tipici locali.
Questa forte vocazione marina del territorio ligure negli ultimi venti anni ha trovato una grandissima sede di rappresentanza nell’Acquario di Genova.
Il Mar Ligure è profondissimo raggiunge sino a duemila metri di profondità. Tra le rocce è possibile incontrare saraghi, occhiate, labridi e scorfani mentre nei fondali sabbiosi si incontrano sogliole, triglie e varie conchiglie. I fondali liguri sono interessanti anche dal punto di vista archeologico, infatti nelle acque della Riviera delle Palme è stato ritrovato un cacciabombardiere abbattuto nel cielo di Arma di Taggia durante la II Guerra Mondiale; una nave affondata al largo delle Cinque Terre e la petroliera Haven di Arenano. La Baia di San Fruttuoso invece ospita da più di cinquant’anni la statua del Cristo degli Abissi. Ma la Liguria non è solo mare, si può passeggiare tra i parchi e i giardini per godersi la natura e le bellezze della regione.
Vi sono numerosissime ville e giardini in tutte le province della Liguria:
in provincia di Genova ritroviamo: Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera, Villa Durazzano Pallavicini, Parchi di Nervi, Villa delle Peschiere, Palazzo del Principe, Villa Brignole Sale, Villa Serra, Giardino di Pratorondanino, Villa Negrotto Cambiaso, Villa Rocca, Villa Durazzano, la Cervara;
in provincia di Savona: Villa Faraggiana;
in provincia di Imperia: Giardino esotico Pallanca, Villa Garnier, Villa Mariani, Villa Grock, Villa Nobel, Villa Boccanegra Piacenza, Villa Orengo Sella, Villa Hanbury;
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in provincia della La Spezia: Villa Agnelli, Villa Marigola, Orto Botanico di Montemarcello, La Marrana.
Le Cinque Terre, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Menarola, Riomaggiore, sono cinque borghi che sembrano sospesi fra il mare ed il cielo, distribuiti su circa 40 km di costa frastagliata e rocciosa. Ma non sono le onde del mare che si infrangono sugli scogli ad attirare l’interesse dei turisti, quanto i ripidi fianchi della montagna alle spalle dei villaggi arroccati sulle rocce e stretti attorno al piccolo porto. La presenza degli uomini è evidentissima. I minuziosi terrazzamenti che gli uomini, più agricoltori che pescatori, hanno creato nel corso dei secoli, per coltivare viti, ulivi e cereali. Muretti a secco e strette strisce di terra, costruiti con il trasporto a spalla dei materiali, risalendo ripide mulattiere che un tempo rappresentavano gli unici collegamenti tra un paese ed un altro. Si dice che i muretti delle Cinque Terre nel complesso siano più lunghi della Muraglia Cinese, l’unica costruzione che gli astronauti sono riusciti a vedere dallo spazio. Oggi il prodotto principale è l’uva che consente di produrre degli ottimi vini bianchi. Oggi le Cinque Terre fanno parte di un parco nazionale; per evitare che gli antichi terrazzamenti vengano abbandonati con il degrado del territorio, il parco concede gratuitamente a quanti si impegnano nella loro manutenzione e nella loro coltivazione.
La natura montagnosa del territorio e la scarsità di acqua non consentono alla Liguria di essere una regione tipicamente agricola. Però con un duro lavoro gli abitanti si è ovviato al problema costruendo dei terrazzamenti con muretti a secco; mentre il problema dell’acqua è stato risolto creando una fitta rete di fossati e tubazioni collegati a cisterne d’acqua piovana. Favorite dal clima abbastanza mite, le colture sono diventate redditizie e spesso vengono praticate in serre: uliveti, coltivazioni industriali di fiori (i garofani e le rose di Ventimiglia e di Sanremo sono esportati in tutto i mondo), orticoltura nella piana di Abnega, vigneti che producono vini pregiati (Il Polcevera, Le Cinque Terre).
L’economia della Liguria è legata al turismo ed al commercio. È diminuito il numero di persone che negli ultimi anni lavorano nelle industrie per la crisi che ha investito il settore meccanico e siderurgico. I maggiori centri industriali, Genova, La Spezia e Savona, rimangono i porti in cui le materie prime importate (carbone e petrolio) subiscono la prima lavorazione per essere poi inviate nell’Italia settentrionale e nell’Europa centrale.
Però il turismo di massa negli anni ’50 ha portato dei danni ambientali per la costruzione confusa, caotica e continua delle coste, tanto che si è parlato della famosa rapallizzazione , dalla città di Rapallo, uno dei centri che per primo ha subito tale fenomeno.
I vini DOC della Riviera Ligure sono:
Cinque Terre, vino bianco, la cui zona di produzione è la fascia collinare della provincia della La Spezia, che include anche i 5 comuni delle Cinque Terre;
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Riviera Ligure di Ponente, vino bianco, la cui zona di produzione sono i numerosi comuni delle province di Imperia, Savona Genova;
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Rossese di Dolce Acqua, vino rosso, la cui zona di produzione è il territorio occidentale della regione , nella provincia di Imperia.
Dalla provincia di Imperia proviene anche l’olio extra vergine d’oliva DOP, Riviera Ligure, le cui olive sono di varietà Taggiasca.
Anche i formaggi sono ottimi in Liguria, in particolare: il caprino d’Alpeggio, il Bruzzu, ecc; i salumi come il salame di Sant’Olcese, il mostardella, ecc.
Ma famosissima in tutto il mondo è la Focaccia genovese, cibo che veniva offerto agli dei dai Latini, viene fatta con la pasta di pane aromatizzata poi viene cotta al forno; esiste però anche la focaccia di Recco legata alla città di Recco. È una focaccia fatta con acqua e farina condita con pezzetti di formaggio e poi cotta a forno.



