Viaggio alla Scoperta della regione: Friuli Venezia Giulia

A cura di: Roberta D'Amore

La regione Friuli Venezia Giulia si trova nell’Italia nord-orientale, è una regione autonoma a statuto speciale, formata dal Friuli, che affonda le proprie radici nel patriarcato di Aquileia e che ha diviso in età passata i propri destini con la Serenissima Repubblica, e dalla Venezia Giulia, rimasta in territorio italiano dopo la seconda guerra mondiale. Se i confini con l’Austria a nord, le Alpi Giulie e il mare Adriatico a sud sono facili da vedere, i due confini con il Veneto e con la Slovenia sono il risultato di scelte politiche. Il confine con il Veneto venne fissato sotto il regime di Napoleone, quando la parte occidentale del Friuli fu scorporata per dare vita alla provincia di Venezia.

L’annessione del Tarvisiano all’Italia ed al Friuli vi fu dopo la Grande Guerra, insieme con parte della Venezia Giulia, che a quel tempo, arrivava fino a Fiume. Però la sconfitta degli italiani nella seconda guerra mondiale portò alla perdita delle aree giuliane dell’Isonzo, con il Carso Goriziano e Triestino.

Ippolito Nievo, scrittore friulano dell’Ottocento, ha riassunto il Friuli Venezia Giulia con una frase che è diventata famosa: “un piccolo compendio dell’Universo”.  Nel Friuli- Venezia Giulia, una delle più piccole regioni d’Italia, sono infatti presenti zone alpine e collinari, una vasta pianura ed un tratto di costa adriatica; per non parlare del mondo sotterraneo del Carso con le sue grotte e le sue doline. È un “piccolo mondo antico” dai lindi villaggi sui quali si ergono i campanili a bulbo, come Malborghetto, Ugovizza, Caporosso, dalle verdi praterie di fondovalle, dai fitti boschi di faggi e di conifere della foresta di Tarvisio, la più estesa del versante nord-orientale delle Alpi. È detta la “foresta che canta” per la presenza di abeti di “risonanza”; alberi dai tronchi capaci di irradiare il suono e per questo utilizzati dai maestri liutai di tutto il mondo per costruire violini, viole, contrabbassi.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione prevalentemente montuosa; ad occidente, verso il Veneto, la regione è delimitata dall’altopiano del Consiglio insieme con il Monte Cavallo. A nord del Consiglio si trova il lago artificiale del Vajont, ormai ridotto ai minimi termini dopo la strage del 1963. Sul versante friulano il lago segna il culmine della Valle Cellina che è una delle aree di montagna più selvagge ed attraenti della regione. La parte orientale della montagne friulane corrisponde alle Alpi Giulie.
Ad oriente di Cividale del Friuli si trovano le valli prealpine che arrivano sino alla vallata del Natisone, un fiume che nasce in Italia, attraversa un passo della Slovenia e prosegue in Italia, per confluire alla fine nell’Isonzo.

In Friuli Venezia Giulia ritroviamo anche il Carso, un altopiano che si affaccia sull’Adriatico. Il Carso è una distesa di pietre emerse dal mare cinquanta milioni di anni fa. Quando è aggredito dall’anidride carbonica, il suolo calcareo possiede un alto grado di solubilità. Le acque piovane o quelle di scorrimento sciolgono le rocce, aprendo fessure e varchi che, nel corso degli anni, danno vita a grotte, come la Grotta Gigante presso Sgònico, abissi, vallate, come la Val Rosandra.

I corsi d’acqua più importanti del Friuli Venezia Giulia sono:

- il Tagliamento, padre dei fiumi italiani, che divide le prealpi dalle Alpi Carniche;

- l’Isonzo, conosciuto soprattutto per le battaglie della prima guerra mondiale, solo una parte di esso scorre in Itaia;

- il Livenza viene alimentato da risorgive e per un buon tratto segna il confine amministrativo tra Friuli e Veneto;

- il Timavo, fiume carsico per eccellenza, è sotterraneo ed appare improvvisamente in superficie presso la località di San Giovanni di Duino.

Il clima del Friuli Venezia Giulia è temperato-umido, diverso a seconda delle singole aree. Le alpi riparano dal diretto afflusso dei venti settentrionali, anche se il territorio regionale, per l’apertura all’alto mare Adriatico, è colpito dai venti di scirocco che portano un’abbondante piovosità. La Bora, vento di nord-est, raggiunge la sua massima intensità sulla città di Trieste e sul suo porto, con raffiche che spesso raggiungono 150 Kilometri orari.

Il territorio del Friuli Venezia Giulia ha una vegetazione molto varia: la parte carnica è caratterizzata da abeti, faggi, mughi e rododendri; la parte delle Alpi Giulie è caratterizzata da faggete miste a conifere, come l’abete rosso, larice, pino silvestre, pino nero; la parte delle Alpi Carniche è ricoperta da faggete e praterie; mentre le Prealpi Giuli sono caratterizzate castagneti, robinie, querceti e felci.
La pianura è ricca di prati umidi, pioppeti e di altre specie come carpino bianco, ontano nero, salice e platano.

Nelle zone montane montane è presente una ricchissima fauna: caprioli, camosci, cervi, volpi, martore. Gufi reali, falchi pellegrini ed aquile. Nella zona del Carso caratteristica è la presenza del proteo, un anfibio cieco di caverna.
L’agricoltura, la risorsa tradizionale della regione è pratica soprattutto nella bassa pianura con una forte produzione di granturco. Sviluppato è soprattutto l’allevamento di bovini e di suini, che consente la produzione di salumi pregiati, come il prosciutto crudo San Daniele. Ma il vero settore trainante della regione è l’industria grazie alla presenza di grandi aziende sviluppatesi nei diversi settori produttivi, come le costruzioni navali, l’elettrodomestico bianco, la siderurgia. Fortissima è la presenza dell’artigianato sul territorio tanto che si è dato vita ad aree-sistema come “il triangolo della sedia”a Manzano, il “sistema del mobile” del Livenza, l’industria della coltelleria a Maniago.

Il settore terziario negli ultimi anni si è sviluppato molto grazie soprattutto ad una buona realtà ricettiva alberghiera sia estiva che invernale, punti di forza nel settore turistico sono Grado e Lignano Sabbiadoro, il Tarvisiano, la Carnia e le città di Udine e Trieste.  Dall’altro lato la regione si è sviluppata anche dal punto di vista tecnologico e scientifico, soprattutto grazie alla città di Trieste dove sono stati aperti numerosi enti ed istituti di ricerca pura ed applicata, molti dei quali sono divenuto famosi a livello internazionale, come il Centro internazionale di Fisica Teorica.

Ovviamente anche questo piccolo angolo di paradiso ha dei problemi in primis il Friuli in quanto circondato da Alpi è soggetto al dissesto idro-geologico dovuto alla mancata manutenzione degli alvei di fiumi e torrenti ed alla progressivo abbandono della montagna. Le conseguenze sono le alluvioni e le frane che sono il frutto di un cattivo uso del territorio da parte dell’uomo, per questo motivo oggi il Friuli Venezia Giulia sta puntando ad uno sviluppo sostenibile.

Altri problemi sono di ordine sociale e politico e legati alla sua posizione di confine. Da un lato i rapporti con la minoranza slovena che è tutelata dal bilinguismo nella sola provincia di Trieste; dall’altro il nuovo ruolo che potrebbe rilanciare il porto di Trieste. La disgregazione della Jugoslavia e la nascita della nuova repubblica della Slovenia che ha in Trieste il più vicino sbocco sul mare, ha infatti ridato un importanza commerciale e strategica alla città.

Ovviamente alla diversità culturale si associa anche una diversità culinaria: da una parte la cucina fruiliana, con pietanze contadine , dall’altra la cucina giuliana, differente tra Gorizia e Trieste, più ricca di influssi veneti, austriaci e sloveni.

Prodotti tipici del Friuli sono:

  1. i prosciutti, il San Daniele e l’affumicato di Sàuris;
  2. il muset, cotechino accompagnato dalla brovada, cioè rape inacidite nelle vinacce;
  3. pitina, carne mista di pecora e maiale;
  4. i formaggi, il famoso Montasio e la ricotta affumicata, il tabor del Carso,ecc.

La cucina di Trieste invece ritrova influssi slavi ed assurgici come:

  1. la iota, minestra di crauti e patate;
  2. la porcina, una carne di maiale bollita e servita col cren, cioè radice di rafano, e senape
  3. il gulasch e i cevapcici, polpettine di carne con cipolla.

I dolci famosi sono la cubana, la putizza, gli strudel, le crostate di frutta e i dolci a base di ricotta.

In questa regione il prodotto tipico per eccellenza è il vino, infatti la viticoltura in Friuli Venezia Giulia risale al XIII secolo a. C. ed è distribuita nella fascia meridionale della regione poiché è la zona più adatta alla coltura della vite. Sono quattro le aree che si differenziano per una diversa produzione di vino:

  • la parte collinare del Collio e Colli orientali del Friuli dove si producono soprattutto vini bianchi, come i vari Pinot , ecc.;
  • la seconda zona è quella di Isonzo e grave del Friuli;
  • la terza zona è la fascia litoranea con il Friuli Aquileia a il Friuli Latisana;
  • la quarta è il Carso caratterizzato da diversi vitigni tra cui il Terrano.