A cura di: Roberta D'Amore
L’Emilia-Romagna è una regione dell’Italia nord-orientale che confina a sud con le Marche, la Toscana e la Repubblica di San Marino, a nord con il Veneto e la Lombardia, ad est con il Mare Adriatico e ad ovest con il Piemonte e la Liguria.
Essa è composta da due regioni: l’Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e parte della provincia di Bologna, e la Romagna, che comprende le province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena ela parte orientale della provincia di Bologna.
Questa divisione suddetta è una distinzione storica, mentre dal punto di vista geografico l’Emilia-Romagna può essere divisa in tre aree. A nord la Pianura Padana sulla destra del Po, il fiume che da Piacenza al mare segna il confine con la Lombardia ed il Veneto. A sud, oltre al tracciato della Via Emilia, si entra nella fascia del Subappennino, caratterizzato da colline e da un paesaggio brullo. Segue poi la zona montuosa formata dalle ultimi propaggini dell’Appennino Ligure e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Infine si arriva sulla costa. Appartiene all’Emilia la parte meridionale del Delta del Po con i bracci del Goro e di Volano. Dal Delta del Po a quello del Reno le coste sono bassissime e paludose con numerose lagune interne come le Valli di Comacchio.
Le Valli di Comacchio sono la parte centrale del Parco del delta del Po dell’Emilia-Romagna con un’estensione di oltre 13.000 ettari. La presenza dell’acqua, del grado di salinità e della tipica vegetazione con piante alofile, rende le Valli di Comacchio un zona unica.
Il Delta del Po, che si trova tra due regioni, Veneto ed Emilia-Romagna, è compreso tra le province di Rovigo, Ferrara e Ravenna, ed è la zona umida più vasta d’Italia. Questo grande capolavoro della natura è gestito da 18 Comuni, 9 appartenenti al Veneto ( Adria, Ariano, Corsola, Loreo, Polesine, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Taglio del Po) e 9 appartenenti all’Emilia-Romagna (Alfonsine, Argenta, Cervia, Comacchio, Goro, Codigoro, Ostellato, Mesola, Ravenna) e da due enti parco : il Parco Regionale del Delta del Po Emilia-Romagna, istituito nel 1988, e il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, istituito nel 1997. Numerose sono le specie botaniche presenti nell’area del Delta del Po, esse si possono descrivere mediante la successione degli ambienti che dalle spiagge arrivano verso la terraferma. Vi sono:
scanni, cioè isole e penisole emerse formata da sabbia portata dai fiumi e poi modellatasi con vento ed onde, proteggono le lagune dal mare, sopra la battigia si possono vedere bassi cespugli di ravastrello marittimo con lo sparto pungente ed il vilucchio marittimo;
le valli da pesca, sono delle aree di acqua salmastra dove si mette acqua dolce dal fiume o salata dal mare attraverso il sistema di chiaviche, la vegetazione non è presente ma è ricca di pesci;
barene e monelli, le barene sono degli isolotti di sabbia, più barene formano un bonello ricoperti da canneti, da gruppi di tifa, cespugli di salice, indaco bastardo ed astri marini;
golene, zone umide all’interno degli argini, ricche di vegetazione e rifugio ottimale per gli uccelli, vivono piante con radici in acqua, poi salici, pioppi bianchi ed ontani neri; nei orsi d’acqua si vedono anche le ninfee, nannufari e la castagna d’acqua, sull’acqua emergono anche il ranuncolo d’acqua mentre sulle rive crespi di altea e di menta acquatica;
le lagune sono bacini di acqua salmastra che permettono all’acqua marina di entrare o defluire attraverso bocche e canali, le specie vegetali che vivono qui sono le salicornie, gli astri marini e statici che ben si adattano all’alta salinità della zona;
infine la campagna, la zona più lontana dal mare che si caratterizza per la presenza di siepi, boschi, coltivazioni come ad esempio il grano.
Il Delta del Po è la zona più interessante in Italia per osservare gli uccelli, qui vi sono circa 370 specie tra nidificanti, migratori e svernanti. Lungo il fiume si possono osservare l’airone cenerino, lo svasso maggiore, il cormorano, la garzetta, la nitticora, la sgarza ciuffetto, il tarabusino ed il tarabuso. Tra i canneti nidificano l’airone rosso e il falco di palude, ma si rifugiano anche i passeriformi come il basettino, il migliarino di palude, il cannareccione e l’usignolo di fiume.
Nelle zone di acqua dolce del Delta Emiliano nidificano il mignattino e il mignattino piombato, invece, in valli e legune nidificano il fraticello, la sterna comune, il beccapesci, il gabbiano comune e quello reale, la pettegola, il cavaliere d’Italia, l’airone rosso, la spatola e la volpoca.
Lascia senza fiato la compenetrazione tra terra ed acqua nel Delta del Po. Per secoli l’uomo ha vissuto in questo luogo dove il confine tra terra ed acqua è variabile, utilizzando canna di palude, giunco, carice e stancia, che intrecciate, sono divenuti materiali da costruzioni utili per la pesca e per realizzare utensili quotidiani. Chi ha abitato da sempre in questa zona ha particato sempre la vallicoltura: estensioni di acqua salmastra, periodicamente allagate, hanno fatto sì che si sviluppasse l’allevamento e la pesca di valle. Il paesaggio presenta delle peculiarità dovute sia alla sua natura che all’azione dell’uomo, che ha creato sempre nuovi spazi per sopravvivere. Il fenomeno tipico del Delta del Po è quello della villa che ha assunto caratteri e dimensioni particolari: il legame tra l’acqua e le case è indissolubile, quindi la villa diviene una vera azienda agricola , che nella sua semplicità architettonica, permetteva l’incontro tra le genti che vivevano in campagna e le genti che lavoravano.
Proprio per la sua unicità il Parco è stato inserito tra i beni dell’Unesco nel 1999 insieme con la città d’arte di Ferrara, la motivazione che ha portato a ciò è stata la volontà i esaltare il pregio di un ecosistema naturale straordinario.
L’agricoltura è l’attività principale dell’Emilia-Romagna. La sua importanza risiede soprattutto nel valore della sua produzione, il più elevato in Italia. I motivi sono tre: le grandi bonificate dell’800, la modernizzazione degli impianti e lo spirito associativo, cioè piccole e medie aziende unite in cooperative. La regione vanta due primati il primo è la produzione di frumento e quella della barbabietola da zucchero. Sia in collina che in pianura si producono vini famosi come il Lambrusco e il Sangiovese.
Le cooperative nella regione sono più di 12.000, gli agricoltori non svolgono la loro attività da soli, ma si sono riuniti in cooperative di consumo e di produzione. All’origine di ciò ci sono due avvenimenti: la presenza della mezzadria, infatti il mezzadro ha dato la possibilità di accumulare capitali da mettere in comune con altri, e le lotte operaie del XIX secolo che hanno fatto nascere forme di solidarietà, come le società di mutuo soccorso e le casse di risparmio.
La riviera adriatica, dai lidi ferraresi alle marine di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione e Cattolica, 110 km di spiagge, di mare basso e facile da raggiungere grazie ad un ottima rete di comunicazione. Questa è una parte della regione che nel periodo estivo, ospita più di 5 milioni di turisti, soprattutto stranieri, attratti dalle attrattività della zona e dalla buon qualità dei servizi offerti.
L’Emilia-Romagna si trova ad essere nei primi posti in Italia anche per il numero di clienti e per le presenze di turisti nelle strutture ricettive. Soprattutto per i giovani l’Emilia-Romagna, ed in particolare la costa adriatica, è il luogo di vacanza ideale: sole, mare, spiaggia, divertimento, discoteche, parchi divertimento, ecc; tutto ciò fa sì che la costa adriatica sia la meta preferita dai giovani italiani.
I tipici vini romagnoli sono:
il Lambrusco reggiano tipico della provincia di Reggio Emilia;
il Sangiovese di romagna tipico delle colline orientali della provincia di Bologna, Forlì e di Ravenna;
il Trebbiano di romagna, vino bianco, tipico dei territori della provincia di Bologna, Forlì e Ravenna;
bianco di Scandiano zona di produzione Albinea, Casalgrande, Castellaro, Reggio Emilia, Scandiano, Viano.
I prodotti tipici della regione Emilia-Romagna sono:
il culatello di Zibello è il re dei salumi italiani è un prodotto pregiato in quanto per produrre esso si rinuncia al prosciutto ;
il cotechino, salume tipico modenese, che viene servito con lenticchie e con il purè di patate;
la mortadella di Bologna che ha origine antiche, di essa già si parlava durante il Rinascimento ed è utilizzata anche per il ripieno dei tortellini;
la salama da sugo, prodotto solo dai salumai e i macellai della città di Ferrara, una volta cotto viene servito con il sugo o il purè di patate;
il salame di felino, è un salume che viene prodotto soprattutto nel territorio di Felino;
il prosciutto crudo di Parma, uno dei prosciutti più apprezzati al mondo;
la lasagna, pasta all’uovo condita con ragù alla bolognese, besciamella e parmigiano;
le tagliatelle all’uovo;
i tortellini che sono tipici della città di Bologna imbottiti con carne, mortadella, prosciutto crudo, parmigiano reggiano, noce moscato, di solito sono cucinati in brodo di carne;
parmigiano reggiano;
pecorino di fossa;
squaquerone, formaggio cremoso che di solito viene utilizzato per farcire le piadine.
I dolci tipici dell’Emilia Romagna si differenziano a seconda della provincia, per cui dolce tipico della città di Bologna è il pan speziale, tipico dolce natalizio; i dolci di Ferrara sono il panpepato, i mostaccioli, la torta di tagliatelle, i lupini; quelli di Modena sono gli amaretti di San Geminiano, il dolce tipico di Parma è la torta di mandorle, ecc.



