Viaggio alla Scoperta della regione: Campania

A cura di: Roberta D'Amore

La Campania è una regione dell’Italia meridionale che confina a nord con il Molise, a nord-est con la Puglia, ad est con la Basilicata, a nord-ovest con il Lazio, ad ovest e sud-ovest con il Mar Tirreno.

La Campania è una regione con climi diversi e paesaggi diversi, si passa, infatti, dalle montagne dell’Appennino, alle pianure che si affacciano sui golfi del Mar Tirreno. L’Appennino Campano inizia con il gruppo montuoso del Matese, a confine con il Molise, continua con l’altopiano dell’Irpinia e, verso sud, con i Monti Picentini, i Monti Alburni e rilievi del Cilento.

I Monti Picentini si prolungano verso il mare nei Monti Lattari che formano la penisola di Sorrento. Si tratta di un insieme di massicci montuosi e collinosi calcarei, ricchi di grotte e fenomeni carsici. Sono caratterizzati da un clima con inverni lunghi e ricchi di pioggia ed estati calde e secche.

Nella zona costiera sorgono gruppi montuosi di natura vulcanica: il vulcano spento di Roccamonfina, i Campi Flegrei e il Vesuvio che domina il golfo di Napoli.

In Campania vi sono molte pianure, cominciando da nord, vi è la Pianura del Garigliano, lungo il fiume omonimo, la Pianura Campana, attraversata dal fiume Volturno ed infine, a sud di Salerno, la Piana del fiume Sele, un tempo paludosa, oggi bonificata e coltivata.
Le coste sono alte e frastagliate e formano quattro golfi: il golfo di Gaeta, il golfo di Napoli, di Salerno e di Policastro.

Al largo del Mar Tirreno si possono ammirare le isole dell’Arcipelago Napoletano, la maggiore di esse è Ischia, famosa soprattutto per le sue terme; accanto ad essa vi è Procida di origine vulcanica ed infine Capri, circondata da singolari scogli, i cosiddetti faraglioni, e ricca di giardini e di grotte.

La regione Campania è ricca di parchi e riserve naturali:

  1. il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Daiano, nella provincia di Salerno, è il secondo parco italiano per estensione. Esso è stato considerato unico in Italia, come bene misto, naturale e culturale, ed ha ricevuto dall’UNESCO un importante riconoscimento: l’immissione nel programma MAB come “Riserva di Biosfera”, affinché sia conservato questo prezioso sistema biogeografico;

  2. il Parco Nazionale del Vesuvio  è nato soprattutto per difendere uno dei vulcani più importanti d’Italia: il Vesuvio, tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno, il Monte Somma, oggi spento con un piccolo cratere, oggi demolito, all’interno del quale si trova un cono più piccolo il Vesuvio, ancora attivo;

  3. il Parco regionale dei Campi Flegrei protegge un’area vulcanica attiva in continua evoluzione, il parco auspica alla riconversione dell’inadeguato modello di sviluppo territoriale puntando ad una valorizzazione e protezione della biodiversità del territorio;

  4. il Parco regionale del Matese;

  5. il Parco regionale dei  Monti Picentini nella provincia di Salerno ed Avellino;

  6. il Parco regionale del Partenio è un parco in cui il verde dei boschi è continuo, in esso è possibile ammirare bellissimi panorami dalle vette di Montevergine, del Vallatone, di Coppola grande e Ciesco Alto sul golfo di Napoli, sulla città di Avellino, sulla pianura nolana. Nel Parco Partenio vivono circa 110 specie di uccelli, di cui 70 nidificanti mentre prosperano sul suo territorio circa 1140 specie vegetali;

  7. il Parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano;

  8. il Parco regionale del Taburno-Camposauro;

  9. la Riserva naturale Foce Sele Tanagro;

  10. la Riserva naturale Foce Volturno Costa di  Licola;

  11. la Riserva naturale Lago di Falciano;

  12. la Riserva naturale Monti Eremita-Marzano;

  13. la Riserva statale di Castelvolturno, in provincia di Caserta, è un tipico esempio di macchia mediterranea;

  14. la Riserva statale del Cratere degli Astroni, vicino a Pozzuoli,  conserva uno dei più antichi crateri flegrei ricoperto di bosco al cui interno si trovano tre specchi d’acqua;

  15. la Riserva statale Tirone Alto Vesuvio comprende quasi tutto l’intero cono vulcanico del Vesuvio buona parte dei comuni di Boscotrecase, Ottaviano e Torre del Greco;

  16. la Riserva statale Valle delle Ferriere, in provincia di Salerno;

  17. la Riserva marina Punta Campanella i cui comuni coinvolti sono: Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Massa Lubrense, Vico Equense, Postano e Sorrento, per la natura calcarea del suo territorio è stat soggetta a fenomeni carsici che hanno dato vita a numerose cavità emerse, divenute poi subacquee in seguito all’innalzamento del mare, la più bella è la Grotta della Cala di Mitigliano.

Altre aree protette in Campania sono numerose oasi:

  1. l’Oasi del Bosco di San Silvestro, nel comune di Caserta, che protegge un bosco di lecci in passato tenuta di caccia del re Ferdinando IV di Borbone;

  2. l’Oasi delle grotte del Bussento di Morigerati, nel comune di Morigerati, in provincia di Salerno, è un ambiente sotterraneo fluviale con gole e valli fluviali;

  3. l’Oasi di Decimare nel comune di Cava dei Tirreni, è un piccolo bosco, alle spalle dei Monti Lattari, che è dominato da due massicci: il Monte Caruso e Forcella della Cava;

  4. l’Oasi del Monte Accellica, nel comune di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, è un ambiente boschivo con la presenza i fenomeni carsici, ricco di cascate, acque e grotte;

  5. l’Oasi di Persano, nei comuni di Serre e  Campagna, in provincia di Salerno, è una pianura alluvionale formata dal fiume Sele, tra i Monti Alburni e Picentini;

  6. l’Oasi Gole del Calore di Felitto, in provincia di Salerno, sono delle gole fluviali strette e profonde che si sono formate a causa del fiume Calore;

  7. l’Oasi Lago Conza, in provincia di Avellino, è una piana alluvionale naturale su cui è sttao creato un invaso artificiale.

All’interno della regione Campania esistono due realtà completamente opposte. La prima è quella della “Campania felix”, come veniva denominata dai Romani per la mitezza del clima e la fertilità del suolo vulcanico, le pianure presentano le condizioni ideali per l’agricoltura. La produttività è di un certo livello: si coltivano tabacco, ciliegie, albicocche, pesche e pomodori. Fanno parte del settore fertile anche la parte settentrionale della regione nella provincia di Salerno, dove Sarno, Nocera e Sant’Antonio formano il “triangolo del pomodoro” che ha il suo fulcro in San Marzano, e la Piana del Sele dove si coltivano ortaggi, frumento e barbabietola da zucchero.

L’agricoltura diventa più difficile nelle zone interne lungo la dorsale dell’Appennino ed in gran parte del Cilento dove si estende una zona estensiva di cereali. Nel Cilento si pratica anche l’allevamento di suini e delle bufale dal cui latte si producono le ottime mozzarelle di bufala e non solo.

Le industrie campane si concentrano soprattutto nell’area napoletana: il complesso petrolchimico di San Giovanni a Teduccio lungo la costa del golfo di Napoli, stabilimenti della FIAT a Pogliano d’Arco, industrie conserviere nella Piana del Sarno. Altri poli industriali sono Salerno, Battipaglia e Caserta con industrie elettroniche ed elettromeccaniche.

Anche l’attività artigianale è molto sviluppata in Campania, basta ricordare i merletti , la lavorazione della creta e delle ceramiche famose di Capodimonte, la pregiata seta di San Leucio a Caserta e i famosi presepi di San Gregorio Armeno.

Il turismo è fondamentale per l’economia della regione la quale si avvantaggia di bellezze artistiche e naturalistiche che ogni anno attirano milioni di turisti,soprattutto stranieri. L’area del napoletana è la zona più antica di tradizione turistica italiana, infatti già durante l’Impero Romano erano apprezzate le coste campane come luogo di villeggiatura per gli imperatori.

Però il degrado ambientale e l’inquinamento hanno negli ultimi anni compromesso il turismo balneare, mentre è molto vivo il turismo archeologico di Paestum, Ercolano e Pompei.

Pizza, pasta e pomodoro sono i prodotti tipici della cucina partenopea, ma non solo:

  • la mozzarella di bufala, formaggio fresco con pasta filata prodotto con latte di bufala;

  • il capocollo di Vico Equense ha la peculiarità, rispetto agli prodotti in tutta la regione, di essere lavorato con il vino locale ed insaporito con le erbe dei Monti Lattari;

  • la cervellatina, una salsiccia lunga e sottile aromatizzata con il peperoncino;

  • il prosciutto di Monfalcone prodotto in un paese dell’Alto Sannio insaporito con sale, spezie e peperoncino e poi affumicato;

  • il provolone del Monaco, formaggio a pasta dolce che ha la caratteristica forma a pera;

  • il salame Napoli, tipico prodotto di tutte le zona collinari della Campania;

  • il limoncello, un liquore tradizionale campano prodotto con i limoni di Sorrento, è un ottimo digestivo da gustare ghiacciato.

Non possono mancare nella cucina campana i dolci, famosi sono:

  • il babà;

  • le chiacchere di Carnevale;

  • la pastiera napoletana;

  • le sfogliatelle;

  • gli struffoli;

  • i taralli di ferragosto;

  • le zeppole di San Giuseppe;

Ottima è anche la produzione di vini in Campania:

  • L’Aglianico del Taburno rosato, la cui zona di produzione sono i territori dei comuni di Apollosa, Benevento, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Cautano, Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Ponte, Tocco Claudio, Torrecuso, Vitulano;

  • L’Aglianico del Taburno rosso riserva la cui zona i produzione sono i territori dei comuni di Apollosa, Benevento, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Cautano, Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Ponte, Tocco Claudio, Torrecuso, Vitulano;

  • Il Fiano di Avellino, vino bianco, la cui zona di produzione sono i territori dei comuni di Aiello del Sabato, Atripalda, Avellino, Candida, Capriglia Irpina, Cesinali, Contrada, Forino, Grottolella, Lapio, Manocalzati, Mercogliano, Motefalcione, Monteforte Irpino, Montefredane, Ospedaletto s'Alpinolo, Parolise, Pratola Serra, Salza Irpina, San Michele di Serino, San Po;

  • Il Greco di Tufo, vino bianco, la cui zona di produzione sono i territori dei comuni di Altavista Irpina, Chianche, Montefusco, Petruro Irpino, Prata di Principato Ultra, Santa Paolina, Torrioni, Tufo;

  • Il Greco di Tufo Spumante;

  • Il Taurasi, vino rosso, la cui zona di produzione sono molti comuni della provincia di Avellino;

  • Il Solopaca, bianco e rosso, la cui zona di produzione è la zona di Cerreto Sannita che si spinge fino a sud per Solopaca e Melizzano, nella provincia di Benevento;

  • L’Ischia, bianco e rosso, la cui zona di produzione è l’isola di Ischia, in alcune zone dei comuni di Forio, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano, Ischia e Casamicciola Terme per il tipo "Bianco Superiore";

  • Il Vesuvio, bianco, rosso e rosato, la cui zona di produzione sono i declivi del Vesuvio;

  • Il Capri, rosso e bianco, la cui zona di  produzione è l’intero territorio dell’isola di Capri;

  • Il Falerno del Massiccio, vino bianco e rosso, la cui zona di produzione è il territorio collinare dei comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola in provincia di Caserta.